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In un mondo dove i videogiochi sono diventati parte integrante della vita quotidiana dei nostri figli, conoscere i sistemi di classificazione è fondamentale per ogni genitore attento. Questi sistemi non sono semplici etichette, ma strumenti essenziali che ci permettono di fare scelte consapevoli sui contenuti a cui i nostri ragazzi hanno accesso.
Perché le classificazioni dei videogiochi sono importanti
I videogiochi moderni non sono tutti uguali. Alcuni sono progettati specificamente per bambini, con contenuti educativi e creativi, mentre altri contengono tematiche, immagini e linguaggio decisamente adulti. Proprio come non lasceremmo che un bambino di 8 anni guardi un film vietato ai minori, allo stesso modo dobbiamo prestare attenzione ai contenuti dei videogiochi.
Le classificazioni servono a:
- Informare i genitori sui contenuti potenzialmente inadatti
- Evitare l’esposizione prematura a tematiche sensibili
- Guidare le scelte d’acquisto consapevoli
- Facilitare il dialogo in famiglia sui contenuti mediali
Un recente studio dell’Osservatorio Media e Minori ha rilevato che il 67% dei genitori italiani non controlla regolarmente le classificazioni dei videogiochi acquistati per i propri figli. Questo dato è preoccupante, considerando che l’età media a cui i bambini iniziano a giocare ai videogiochi è scesa a soli 6 anni.
I principali sistemi di classificazione nel mondo
Esistono diversi sistemi di classificazione nel mondo, ma i due che incontrerete più frequentemente sulle confezioni dei giochi e negli store digitali sono il PEGI (Pan European Game Information) in Europa e l’ESRB (Entertainment Software Rating Board) negli Stati Uniti. Entrambi forniscono informazioni sull’idoneità di un gioco per diverse fasce d’età, basandosi sui contenuti presenti.
PEGI: il sistema europeo
Il sistema PEGI, utilizzato in Italia e in altri 38 paesi europei, classifica i videogiochi in base all’età minima consigliata e include descrittori specifici per i contenuti potenzialmente problematici.
Le fasce d’età PEGI:

PEGI 3: Contenuto adatto a tutti. Può contenere violenza lieve in contesti comici (come i cartoni animati). Nessun linguaggio volgare.
PEGI 7: Giochi che potrebbero spaventare i bambini più piccoli. Forme molto lievi di violenza (implicita, non dettagliata o non realistica).
PEGI 12: Videogiochi che mostrano violenza leggermente più esplicita verso personaggi di fantasia e/o violenza non esplicita verso personaggi dall’aspetto umano. Linguaggio moderatamente volgare e riferimenti al gioco d’azzardo.
PEGI 16: Rappresentazione realistica della violenza, linguaggio volgare, attività sessuali rappresentate in modo simile alla realtà, uso di tabacco o droghe e rappresentazione di attività criminali.
PEGI 18: Rappresentazione di violenza grave e/o specifica, glorificazione dell’uso di droghe illegali e comportamenti sessuali espliciti.
I descrittori di contenuto PEGI:
Oltre all’età, PEGI utilizza otto icone che descrivono il tipo di contenuti presenti:
- Linguaggio scurrile: Il gioco contiene espressioni volgari
- Discriminazione: Contenuti che possono incoraggiare la discriminazione
- Droghe: Riferimenti o rappresentazione di uso di droghe
- Paura: Contenuti che possono spaventare i bambini piccoli
- Gioco d’azzardo: Giochi che incoraggiano o insegnano il gioco d’azzardo
- Sesso: Nudità e/o comportamenti sessuali o riferimenti sessuali
- Violenza: Scene di violenza
- Acquisti in-game: Possibilità di fare acquisti all’interno del gioco
ESRB: il sistema americano
Se acquistate giochi importati dagli Stati Uniti o utilizzate store digitali americani, potreste incontrare il sistema ESRB, che funziona in modo simile al PEGI ma con alcune differenze.
Le fasce d’età ESRB:

E (Everyone): Contenuto adatto a tutti, dai 6 anni in su. Può contenere violenza minima in contesti fantastici e/o comici.
E10+ (Everyone 10+): Adatto a bambini dai 10 anni in su. Può contenere più violenza cartoon, linguaggio lieve, temi minimamente provocatori.
T (Teen): Adatto ai ragazzi dai 13 anni in su. Può contenere violenza, temi suggestivi, umorismo rozzo, sangue, simulazioni di gioco d’azzardo e linguaggio forte.
M (Mature): Adatto dai 17 anni in su. Può contenere violenza intensa, sangue e scene cruente, contenuti sessuali e linguaggio forte.
AO (Adults Only): Solo per adulti (18+). Può includere scene prolungate di violenza intensa e/o contenuti sessuali grafici e nudità.
RP (Rating Pending): Titolo sottoposto all’ESRB ma ancora in attesa di classificazione.
Anche l’ESRB, come il PEGI, utilizza descrittori di contenuto più specifici che appaiono sul retro delle confezioni o nelle descrizioni digitali.
Come interpretare i descrittori di contenuto
I descrittori sono tanto importanti quanto l’età consigliata. Ad esempio, due giochi classificati PEGI 12 possono avere contenuti molto diversi: uno potrebbe avere tale classificazione per il linguaggio moderatamente volgare, l’altro per elementi di paura.
Suggerimento pratico: Non fermatevi solo al numero dell’età, ma leggete sempre i descrittori di contenuto per capire perché un gioco ha ricevuto una certa classificazione.
Altri elementi da considerare oltre la classificazione
Le classificazioni sono un ottimo punto di partenza, ma non raccontano tutta la storia. Ecco altri aspetti da considerare:
1. Gioco online e interazioni sociali
Le classificazioni non tengono conto delle interazioni online con altri giocatori, che possono esporre i bambini a linguaggio inappropriato o comportamenti tossici. Verificate sempre se un gioco include:
- Chat vocale o testuale con sconosciuti
- Possibilità di condividere contenuti generati dagli utenti
- Comunità di giocatori e loro reputazione
2. Acquisti in-app e microtransazioni
Molti giochi, anche quelli classificati per bambini, contengono meccanismi di acquisto interni che possono portare a spese impreviste. Il descrittore PEGI per gli acquisti in-game è relativamente recente e potrebbe non essere presente in giochi più vecchi.
3. Tempo di gioco e meccaniche addictive
Le classificazioni non indicano quanto un gioco sia progettato per essere “coinvolgente” o potenzialmente addictive. Giochi con meccaniche “gacha” o di tipo “loot box” possono incoraggiare comportamenti simili al gioco d’azzardo anche quando sono classificati per fasce d’età più giovani.
4. Valori e messaggi impliciti
Pensate ai messaggi che il gioco trasmette implicitamente:
- Come vengono rappresentati i diversi gruppi sociali?
- Quali comportamenti vengono premiati?
- Quali valori vengono promossi?
Un gioco tecnicamente adatto all’età di vostro figlio potrebbe comunque promuovere valori non in linea con quelli della vostra famiglia.
Strumenti e risorse per genitori
Per andare oltre le semplici classificazioni, ecco alcuni strumenti utili:
App e siti di recensioni orientati ai genitori
- Common Sense Media: Offre recensioni dettagliate con prospettiva educativa
- MOIGE – Osservatorio Media: Valutazioni di videogiochi dal punto di vista dei genitori italiani
- Family Video Game Database: Database che evidenzia il valore educativo dei giochi
Controlli parentali
La maggior parte delle console e delle piattaforme di gioco moderne offre robusti controlli parentali:
- Nintendo Switch: Permette di impostare limiti di tempo, restrizioni per età e monitoraggio degli acquisti
- PlayStation: Offre controlli per limitare la comunicazione online e filtri per contenuti in base all’età
- Xbox: Include “Family Settings” con report di attività dettagliati e gestione del tempo di gioco
- Steam: Consente di creare liste di giochi approvati per i bambini
- Smartphone e tablet: Sia iOS che Android offrono controlli parentali per app e acquisti
FAQ: le domande più frequenti
D: Le classificazioni sono legalmente vincolanti?
R: In Italia, la vendita di videogiochi con classificazione PEGI 18 a minori non è tecnicamente illegale, ma rappresenta una pratica commerciale scorretta. I negozi responsabili dovrebbero verificare l’età prima di vendere giochi classificati per adulti.
D: I giochi digitali hanno le stesse classificazioni di quelli fisici?
R: Sì, le piattaforme digitali come Steam, PlayStation Store, Nintendo eShop e Microsoft Store utilizzano gli stessi sistemi di classificazione. Tuttavia, alcuni giochi indipendenti più piccoli potrebbero avere classificazioni meno visibili.
D: Come posso sapere se un gioco è appropriato per mio figlio oltre la classificazione?
R: Il modo migliore è informarsi attraverso siti specializzati, guardare video di gameplay su YouTube o, meglio ancora, giocare insieme a vostro figlio, almeno inizialmente.
D: Le classificazioni sono diverse tra i vari paesi?
R: Sì, ogni sistema nazionale può valutare lo stesso gioco in modo diverso. Ad esempio, un gioco potrebbe essere PEGI 16 in Europa ma ottenere una classificazione “T” (13+) dall’ESRB americano.
D: Posso fidarmi completamente delle classificazioni?
R: Le classificazioni sono strumenti utili ma non infallibili. La sensibilità individuale dei bambini varia, e ciò che è appropriato dipende anche dai valori familiari e dalla maturità del singolo bambino.
Conclusione
Conoscere i sistemi di classificazione dei videogiochi è un primo passo fondamentale per guidare i nostri figli nel mondo digitale. Tuttavia, nessun sistema può sostituire il coinvolgimento attivo dei genitori: giocare insieme, discutere dei contenuti e stabilire regole chiare restano le strategie più efficaci.
I videogiochi possono essere strumenti meravigliosi di apprendimento, creatività e divertimento quando scelti con consapevolezza. Utilizzando le classificazioni come guida iniziale e approfondendo con risorse aggiuntive, potrete creare un ambiente di gioco sicuro e adatto all’età e alla sensibilità dei vostri figli.
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